NO SLOT PARLIAMONE PER POI NON CAMBIARE NULLA,, IL BUSINESS LEGALE DEL GIOCO D’AZZARDO UN CRIMINEPOLITICO- SOCIALE

https://youtu.be/7wl2nykez6s

http://<iframe width=”569″ height=”480″ src=”https://www.youtube.com/embed/95C0mghyWKc” frameborder=”0″ allow=”autoplay; encrypted-media” allowfullscreen></iframe>

 

LA REGIONE LOMBARDIA STA SPENDENDO MILIONI DI EURO PER FARE UNA LEGITTIMA

PREVENZIONE.. CHE A PARERE MIO NON SERVE... INVECE DI BUTTARE SOLDI PUBBLICI NOSTRI SOLDI DALLA FINESTRA... FORSE SAREBBE IL CASO DI FARE UN FONDO UNA SORTA DI BONUS PER GLI ESERCENTI.. MA QUESTA E' UTOPIA.. OGNI SLOT FATTURA AL MESE 800 EURO..
No Slot
Azzardo di Stato. M5S: "troppi conflitti di interesse dietro i numeri dell'Istituto Superiore di Sanità"
di
Marco Dotti
18 Ottobre Ott
Dati controversi, conflitti di interesse, strane modalità di raccolta dei questionari: la ricerca commissionata dai Monopoli di Stato all'Istituto Superiore di Sanità fa discutere per metodi, tempistica nella diffusione, costo (800mila euro). Il Governo apre un dossier sul caso e i parlamentari del M5S annunciano interrogazioni: "non passeranno vecchie logiche"
Ci risiamo con il giochetto del poliziotto buono e del poliziotto cattivo. Oggi è la giornata dei comunicati stampa sull'azzardo. Da un lato, il presidente della Conferenza Stato Regioni, Stefano Bonaccini, ci tiene a far sapere che sono disponibili 100 milioni di euro per "cura e prevenzione". Anzi, quei soldi sono già stati ripartiti tra le regioni.
Dall'altro, l'Istituto Superiore di Sanità comunica i dati di una ricerca (a quanto capiamo di sentiment e autorappresentazione) commissionata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l'ente di scopo che controlla il settore "azzardo legale". Peccato che la ricerca giacesse sui tavoli di Piazza Mastai da prima delle elezioni.
Una ricerca che fa discutere
Fin qui i buoni. Ora i "cattivi" (si fa per dire): il presidente diSistema GIoco Italia, che sta in Confindustria e raduna alcuni dei Concessionari di Stato, non perde tempo e dichiara che "a questo punto si deve fare una riforma organica". Tutto in una sola giornata. Troppo, dopo mesi e mesi di silenzio sul tema. Tanto silenzio: al punto che i Monopoli di Stato e il Mef, da cui i Monopoli dipendono, non hanno ancora reso noti i numeri ufficiali dell'azzardo legale del 2017 (per la cronaca sono 102 miliardi)! Fatto sconcertante, almeno per noi.
Ma andiamo alla ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità. Non sembra piacere, anzi: non piace proprio all'attuale compagine di governo. I parlamentari del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri, Massimo Baroni, Giovanni Endrizzi e Matteo Mantero annunciando interrogazioni.
"Retaggio del passato"
Silvestri spiega che “la ricerca sul gioco d’azzardo che l’Istituto superiore della Sanità ha presentato oggi rappresenta un retaggio della passata legislatura e del passato governo. Compendia gli esempi di un metodo sbagliato che rivela conflitti d’interessi. Una modalità che va archiviata, per procedere a riorganizzare l'indirizzo di tutta la materia su corretti presupposti istituzionali, amministrativi e scientifici”.
Baroni aggiunge: “ci sono conflitti d’interesse e un metodo non scientifico che porta a risultati non validi a livello epidemiologico come molti esperti stanno rilevando” .
"Appalto esterno a società private"
E Giovanni Endrizzi, da anni impegnato come un leone sul tema, commenta: “la ricerca è stata appaltata all'esterno, e non svolta direttamente come è nelle prerogative proprie dell'Istituto Superiore di Sanità – spiegano i parlamentari del Movimento 5 Stelle – è stata messa nel cassetto per tanti mesi quanto a metodologia e impianto scientifico. I Monopoli di Stato, oltre a finanziarla ne hanno influenzato l'impianto. Si avverte, infatti, il condizionamento dell'agenzia di Stato che ha ruolo promozionale del consumo. Non si può appaltare, infatti, una ricerca autodefinita "epidemiologica" (budget di 800mila euro) a una società di marketing privata”.
Peraltro alcuni delle domande del questionario si spingevano persino a accertare le preferenze "di marca" delle varie forme di gambling. Come se una ricerca sull'alcolismo dovesse spingersi a rilevare le preferenze tra i vari prodotti di grappa e di birra nei supermercati. Inoltre, perché si abbiano risultati attendibili nelle vere indagini epidemiologiche, occorre che le adesioni a partecipare all'approfondimento non scendano al di sotto del 70% delle persone convocate. Questo almeno nella letteratura scientifica internazionale e questo avviene, peraltro, nelle indagini consuete del ministero della Salute. Nel caso della ricerca finanziata dai Monopoli non sembrano ricorrere queste condizioni.
"Tanti numeri, poche persone"
Endrizzi, Baroni e Silvesti osservano che alla ricerca "hanno aderito al questionario il 51% delle persone invitate e rifiutato il 49%. Tanto più che l'adesione stessa era stata incentivata - come avviene per ricerche di mercato - dalla elargizione agli intervistati di buoni spesa da 10 euro! Basta moltiplicare tale somma per le decine di migliaia di questionari e si ha la portata di un impiego non corretto del pubblico denaro”.
“Dubbi di trasparenza, per l'esclusione della comunità scientifica e del mondo degli operatori che combattono l’azzardopatia dal progetto originario e dallo svolgimento della raccolta, della elaborazione e del commento ai dati” spiega Matteo Mantero, senatore del M5S.
“Un retaggio della passata legislatura e del passato governo che rappresenta l'esempio di un metodo che decisamente andrà archiviato, per riorganizzare l'indirizzo di tutta la materia su corretti presupposti istituzionali e amministrativi”. Il Governo sta già aprendo un dossier sul caso, fanno sapere. In attesa che l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Mef che la controlla diano i dati che da 10 mesi stiamo aspettando: il fatturato dell'azzardo legale del 2017. Non tutte le cifre sono uguali. Ma, a quanto pare, alcune sono piu' uguali di altre.

Bagarinaggio, mafie, strane collusioni fra ultras e servizi di sicurezza. Ma l’inchiesta di Report sulla morte di Raffaello Bucci, andata in onda ieri sera, svela anche altro: un modus operandi che permette a qualsiasi organizzazione, nazionale o transnazionale, di riciclare legalmente denaro nel nostro Paese attraverso il gioco d’azzardo
Sta facendo scalpore – giustamente – l’inchiesta di Federico Ruffo mandata in onda da Report, ieri sera, su Rai3.
Sul bersaglio grosso, inutile dilungarsi: chi ha visto la puntata e chi la rivedrà, o ne sta leggendo sui giornali, è già informato. Ma siccome i dettagli sono importanti in questa storia, è bene non perdersene uno che va ben al di là di una vicenda e indica un probabile metodo, un probabile modus operandi che, secondo le parole del bravo Ruffo, potrebbe addirittura essere un «sistema brevettato dalla ‘ndrangheta» per «lavare i soldi».
Questo fatto è coerente da quasi dieci anni, su Vita, stiamo denunciando: esiste, in Italia, un canale perfettamente legale e rodato, che non ha bisogno di condoni, e permette a chiunque abbia un minimo di mezzi e sia minimamente inserito in reti di interesse di riciclare denaro sotto forma di vincite. Questo canale è l’azzardo. L’azzardo legale, diffuso nei locali di prossimità, bar, sale gioco e tabaccherie.
E proprio in una tabaccheria di Cuneo, apprendiamo dal servizio, si realizzavano vincite che agli inquirenti della locale procura sarebbero parse anomale. Non sappiamo se un’inchiesta, in tal senso, sia ancora aperta. Pare di sì. Fatto sta che Report ha mostrato le ricevute di vincite al lotto e relativi bonifici, che attesterebbero come in quattro anni su quel conto siano transitati centinaia di migliaia di euro.
Trascriviamo qui sotto il dialogo fra il giornalista, la vedova di Raffaello Bucci e il titolare della tabaccheria dove sarebbero state vinte le somme.
Gabriella De Bernardis, ex compagna di Raffaello Bucci: “Volevo dirti che ho trovato la scatola che mi hanno riconsegnato a Torino con tutte le cose che avevano sequestrato a casa di Raffaello. E vorrei che gli deste un’occhiata perchè ci sono delle cose che forse vi possono interessare”.
Federico Ruffo (Report) analizza gli oggetti: “C’è un po’ di tutto tra le cose lasciate da Raffaello, quattro telefoni cellulari, diverse schede, ma ci interessano soprattutto queste, ricevute di giocate al Lotto, tutte vincenti. Migliaia di euro nell’arco della stessa giornata, a volte a distanza di pochi minuti. E ancora centinaia di Gratta e Vinci, del Supernalotto, tutte vincenti. In un caso, nel giro di poche ore, avrebbe giocato 20 volte lo stesso numero, il 74, vincendo sempre. Tutte hanno lo stesso codice ricevitoria, un tabaccaio di Cuneo. Il sospetto è che Bucci abbia riciclato i proventi del bagarinaggio dei biglietti della Juventus ricorrendo ad un metodo brevettato dall”ndrangheta. Attraverso una ricevitoria compiacente, chi vince non viene registrato, viene pagato con i soldi di chi deve riciclare, che a quel punto entra in possesso della schedina vincente, diventa l’intestatario e li incassa proprio nome. Un bonifico da una concessionaria dello stato che nessuno può contestare. Soldi puliti”.
Il titolare della ricevitoria del Lotto: “Io se la procura ha qualcosa da chiedermi, mi chiama la procura. Ma io a lei non posso dire niente. Mi capisce?”.
Federico Ruffo (Report): “Cioè, non può dirmi se queste vincite non erano del signor Bucci ed erano di altri e sono state usate per lavare i soldi?”.
Il titolare della ricevitoria del Lotto: “Lei però… Io cosa…?”.
Federico Ruffo (Report): “Mi dica questo: erano tutte vincite regolari queste?”.
Il titolare della ricevitoria del Lotto: “E certo che erano vincite regolari!”
Federico Ruffo (Report): “Quindi Raffaello ha vinto tre volte 2111 euro nell’arco della stessa giornata. Era l’uomo più fortunato d’Italia. E ha vinto 200mila euro in 4 anni?”.
Il titolare della ricevitoria del Lotto: “Penso di sì”.
Federico Ruffo (Report): “In totale Bucci dai bonifici delle vincite, vere o presunte, ha incassato circa 100mila euro dal Lotto e altrettanti dai Gratta e Vinci. E questo solo sul conto corrente a lui intestato, sul quale salta all’occhio un altro dettaglio: nei sette giorni precedenti la sua morte, c’è un’improvvisa impennata. In meno di due giorni, incassa 14 vincite, per un totale di 25mila euro. E potrebbe aver nascosto altro denaro”.
Insomma, senza buttarla in bagarre tra tifosi da salotto, già su queste parole ci sarebbe da riflettere.

 

NO SLOT PARLIAMONE PER POI NON CAMBIARE NULLA,, IL BUSINESS LEGALE DEL GIOCO D’AZZARDO UN CRIMINEPOLITICO- SOCIALEultima modifica: 2018-10-24T09:46:59+02:00da xweci
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento